Ready Player One: emozionante caccia al tesoro in pieno stile ’80s
Ready Player Oneè la classica schermata iniziale che appariva nei primi videogames anni ’80, e proprio a tale schermata si è ispirato lo scrittore Ernest Cline per il suo romanzo di fantascienza ambientato in un mondo distopico, in cui la realtà virtuale è l’unica via di fuga dalla propria vita e che rappresenta un compendio della cultura nerd degli ultimi trent’anni.
A distanza di ben 8 anni dall’acquisto dei diritti del romanzo da parte della Warner Bros., l’adattamento cinematografico del libro – divenuto un cult in poco tempo – giunge finalmente sul grande schermo. Un lavoro di preproduzione molto lungo che ha visto lo stesso Cline collaborare alla sceneggiatura – scritta insieme a Zack Penn (X-Men 2) – e la regia affidata al regista simbolo di quell’immaginario fantastico anni ’80 che ancora oggi fa sognare, ovvero il premio Oscar Steven Spielberg.
Caccia all’ester egg

Terra 2045. L’inquinamento e la sovrappopolazione hanno reso la vita sul pianeta difficile, e l’uomo vive in condizioni precarie, stipato in container asettici. Una vita fatta di stenti da cui è possibile fuggire solo tramite Oasis, universo virtuale in cui tutto è possibile. Ideato dal geniale James Halliday, il mondo virtuale consente a chi vi si collega di essere chiunque e andare ovunque, l’unico limite è la propria immaginazione. Oasis è un vero e proprio mondo dove è possibile interagire con gli altri giocatori e partecipare a sfide di ogni sorta.
Tra queste vi è quella che ha lanciato lo stesso fondatore del mondo virtuale alla sua morte. Halliday infatti ha nascosto all’interno della sua creazione tre chiavi che permettono a colui che le trova di divenire il nuovo proprietario del mondo virtuale. Inizia così per Wade Watts, geniale ragazzo di Columbus, una corsa contro il tempo per riuscire a risolvere gli enigmi che si celano dietro le sfide e conquistare l’ambito easter egg che gli consentirà di divenire il nuovo proprietario di Oasis. Riuscirà il ragazzo nell’impresa?
Emozionante caccia al tesoro

Adattare per il grande schermo un romanzo non è mai facile. A maggior ragione se il libro in questione è un compendio della cultura nerd degli ultimi tre decenni pieno zeppo di citazioni. Il pericolo maggiore è senza dubbio creare un film non all’altezza delle aspettative, asettico dal punto di vista narrativo ed emozionale, suscitando solo qualche sussulto di gioia per i vari rimandi a film, serie tv e videogame che hanno fatto la storia. Un pericolo che però svanisce del tutto se a dirigere l’orchestra vi è un mostro sacro del cinema e dell’immaginario anni ’80 come Steven Spielberg.
Il regista quattro volte premio Oscar è riuscito alla perfezione nel difficile compito di dare vita a un film che omaggiasse la cultura nerd, dandogli però al tempo stesso quell’emozione e quel coinvolgimento che manca in molti dei prodotti odierni. Ready Player One è un action movie fantascientifico che riesce sin dall’inizio a coinvolgere lo spettatore, portandolo in una realtà (sia reale che virtuale) distopica ma verosimile, in cui si viene immersi e avvolti.
Una storia che riesce ad entusiasmare sin da subito, non tanto per le innumerevoli citazioni – impossibile coglierle tutte al primo sguardo – quanto per l’avventura che si prospetta davanti ai nostri occhi e che si concretizza man mano. Il film è un’avvincente, emozionante e adrenalinica caccia al tesoro capace di coinvolgere ed appassionare grazie agli innumerevoli enigmi da risolvere.
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Tra reale e virtuale

Un film che non lascia respirare, in grado di tenere sempre alta la tensione anche nei momenti di calma. Un’avventura che spazia e si divide tra il reale e il virtuale, le quali divengono le due facce di una stessa medaglia, intrecciandosi e amalgamandosi tra loro. Si riesce così a dare vita a una corsa contro il tempo ambientata in due mondi pieni di pericoli.
Ready Player One è una pellicola in cui i protagonisti si trovano a loro agio nel mondo virtuale di Oasis, ma che sono spaventati da quello reale in cui non riescono a trovare una loro collocazione, anche perché sostanzialmente incapaci di riuscire a comunicare con il prossimo.
Una vicenda in cui non manca la critica tutt’altro che velata alla società odierna. Una realtà in cui l’essere umano è sempre più connesso e quindi sempre più solo. La nuova creatura di Spielberg invita lo spettatore a vivere di più nel mondo reale, perché per quanto possa essere difficile la vita regala sempre emozioni e sorprese belle e inaspettate.
So ’80s

Come già detto Ready Player One è un omaggio spassionato alla cultura pop anni ’80. Non solo per la grande quantità di citazioni, che faranno la felicità dei nerd, ma soprattutto perché il film richiama e ricalca quelle pellicole che hanno fatto la storia del cinema e che dal decennio d’oro di Hollywood riescono ancora oggi a conquistare generazioni di spettatori.
Non è un caso quindi che i protagonisti siano un gruppo di ragazzi pieni di speranze, sogni e avventure. Un gruppo di teenager tanto diversi ma allo stesso tempo molto simili tra loro, che si uniscono per sconfiggere un nemico comune e che diventeranno una vera e propria famiglia. Dei Goonies 3.0, in cui come nel cult di Chris Columbus il vero tesoro non è la nave pirata o l’uovo, ma il legame che riusciranno a instaurare tra di loro.
Come in ogni film degli anni ’80, i giovani protagonisti hanno davanti a loro un cattivo degno di essere tale. Il Nolan Sorrento interpretato da Ben Mendelsohn, il Krennic di , è un uomo senza scrupoli, pronto a tutto pur di ottenere ciò che vuole e che non sopporta di essere secondo. Il suo personaggio ricorda i dirigenti d’azienda della OCP di Robocop, uomini che mettono da parte ogni dubbio pur di raggiungere i loro loschi obiettivi.
Grazie Zio Steven

Per tutti gli appassionati di cinema da sempre Steven Spielberg è affettuosamente chiamato Zio Steven. Il motivo è molto semplice: il regista incarna il classico parente che racconta storie affascinanti riuscendo a incantare ogni volta i nipoti. Con quel suo sorriso sornione e caloroso, è colui che meglio di ogni altro è riuscito a far sognare milioni di spettatori grazie a storie piene di suspense, azione e sentimenti. È praticamente la versione in carne ed ossa del nonno del piccolo Jimmy in La storia fantastica, il cui mezzo per far viaggiare con la fantasia non è la letteratura ma il cinema.
Ready Player One rappresenta quindi la summa di tutta quella che è la poetica del regista di Cincinnati e di quel cinema anni ’80, in cui a farla da padrone non erano gli effetti speciali ma la storia e i suoi personaggi. Perché il film è proprio questo, un ritorno al passato che vuole portare nel presente quel sense of wonder e quell’avventura fantastica, piena di prove da superare e pervasa da un amore incondizionato per la storia che racconta e per il pubblico a cui si rivolge, che si è ormai perduta.
È un vero e proprio ponte generazionale, tra i nerd oggi cresciuti e quelli più giovani, ma soprattutto verso coloro che non fanno parte di questo mondo. Uno degli scopi del film è sì il voler omaggiare la cultura pop degli ultimi anni, ma anche far (ri)scoprire tali prodotti a chi non li conosceva, i quali non coglieranno tutte le citazioni ma si divertiranno assistendo a un’avventura mozzafiato. Il tutto riuscendo a evitare un’operazione nostalgia a favore di una vera e propria lettera d’amore per un decennio d’oro per il cinema e la cultura nerd. Da non perdere.
