Mickey 17: in missione per l’umanità
Era il 2020 quando il regista sudcoreano Bong Joon-ho faceva la storia degli Oscar con il suo Parasite, vincendo le statuette per miglior sceneggiatura originale, miglior regista e miglior film. A distanza di cinque anni da quel trionfo torna con il film di fantascienza Mickey 17, tratto dal romanzo del 2022 Mickey7 scritto da Edward Ashton.
Protagonista assoluto del film è Robert Pattinson che veste i panni di Mickey Barnes, ragazzo costretto a lasciare la terra – che ormai sta morendo – a causa dei tanti debiti contratti con uno strozzino per un negozio di macarons che non è andato bene. Deciso a fuggire dai suoi aguzzini si arruola come “sacrificabile” nella spedizione di colonizzazione del pianeta ghiacciato Niflheim. Inizia così per Mickey un’estunuante missione in cui metterà a disposizione la sua vita, tra esperimenti crudeli e non solo. Ad ogni sua morte viene rigenerato con una stampante 3D, pronto a ricominciare il suo lavoro di “sacrificabile”. Per il bene dell’umanità.
Mickey 17, non il solito film di fantascienza

Sin dal suo esordio alla regia nel 2000 con Cane che abbaia non morde, Bong Joon-ho ha fatto della commistione di generi il suo marchio di fabbrica. Mickey17 non fa ovviamente eccezione. Per quanto sia un film di fantascienza, non è il classico film di genere che ci si potrebbe aspettare. Dimenticatevi quindi eccitanti viaggi nello spazio, catrastofi durante il viaggio stellare o grandi combattimenti con razze aliene.
In Mickey 17 la fantascienza è solo un pretesto per parlare di quello che da sempre interessa al regista: la società odierna. Perché si, il film è principalmente una critica allo società odierna. E lo fa in maniera divertente, ironica e dissacrante. Nelle due ore e venti di film, ovviamente, non mancano tutti i punti cardine dei film di fantascienza e abbondano i richiami ad altri film di genere il cui cardine sono i viaggi spaziali o invasioni aliene – su tutti Starship Troopers ed Alien – ma bong Joon-ho lo fa alla sua maniera.
Ecco quindi che l’eroe di turno non è un uomo tutto d’un pezzo ma un povero ragazzo pieno di debiti (con la gente sbagliata), con un sogno infranto e che si offre per un lavoro che non capisce solo per salvarsi la pelle. Mickey Burnes è un uomo qualunque, uno di quelli che incontri tutti giorni ma di cui non ti accorgi. Una persona anonima e che per la società è “sacrificabile” essendo mera forza lavoro. Un lavoratore sfruttato senza sosta e la cui vita non conta praticamente nulla. Mickey è un uomo che praticamente si ritrova alla deriva, la cui vita è al servizio dell’umanità che lo tratta come carne da macello. La sua unica gioia è l’amore, che riesce in qualche modo a tenerlo vivo. Mickey è uno dei tanti e per quanto sia un film di fantascienza non è una favola dove l’uomo comune avrà il tanto agognato riscatto, è un film di fantascienza basato sulla realtà dove difficilmente il mediocre si innalza su tutti.
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Sarcasmo e parodia

Un film Mickey 17 che quindi usa la fantascienza per raccontare non solo la società odierna, ma la società sin dall’alba dei tempi. E lo fa usando il sarcasmo e la parodia – anche nei confronti dei gangester movie alla Guy Ritchie -, portandoci in una società del futuro dove nulla rispetto ad oggi è cambiato (o cambierà mai). Gli ultimi saranno sempre ultimi e i potenti sempri dei tronfi e stupidi, capaci di pensare solo al loro tornaconto, anche nelle situazioni più delicate. Proprio i politici sono i personaggi che escono peggio, descritti come bambinoni che pensano solo ad ingozzarsi. Caricatura delle dittature passate e moderne, sedicenti leader che hanno il potere solo perché ricchi, incapaci di prendere vere decisioni ed abili nel fare discorsi vuoti e senza senso e per i quali l’unica diplomazia possibile è quella delle armi. Vi ricorda qualcuno?
Una vicenda che riesce a divertire ed intrattenere grazie ad una sceneggiatura capace di catturare da subito l’attenzione dello spettatore, anche se in alcuni momenti si dilunga troppo, rallentando la così la narrazione. Una storia avvincente ed esilarante che non risparmia nessuno e che ci porta nella vita – o meglio nella disperazione – non solo di Mickey Burnes ma di tutta l’umanità. Un’umanità che il regista si diverte a mettere alla berlina, che deride con intelligneza e sagacia, evidenziato quanto possa essere meschina, egocentrica, pazza, spietata. Ma anche piena di cuore e compassione.
Se il film funziona è anche merito del cast, guidato da un Robert Pattinson veramente bravo a restituirci un ragazzo affranto, dissilluso e stanco ma in qualche modo mai domo. Al suo fianco uno Steven Yeun egoista, furbo e fortunato e una Naomi Ackie combattiva. Insieme a loro Toni Collette e Mark Ruffalo che restituiscono al meglio un politico egomanicao e sua moglie, maniaca del controllo fissata con le salse.
Mickey 17 è un film di fantascienza molto diverso dal solito, è una commedia nera divertente e dissacrante, capace di intrattenere e far riflettere. Consigliato ai fan di Bong Joon-ho e a chi cerca qualcosa di non convenzionale.
Mickey 17 al cinema dal 6 marzo distribuito da Warner Bros..
