A Complete Unknown: l’ascesa di Bob Dylan

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Bob Dylan, nato Robert Allen Zimmerman, è un artista che non necessita presentazioni. Tra i più famosi cantautori della musica, inizia la sua carriera agli inizi degli anni ’60, quando lascia il Minnesota per New York con il sogna della musica. Qui incontra il suo mito Woody Guthrie, ricoverato in ospedale per una grave malattia, e il suo amico Peete Seger. Sarà proprio quest’ultimo ad introdurlo nel mondo della musica newyorkese, colpito da suo grande talento. Un talento quello di Dylan che porterà la musica folk al grande pubblico, ma che allo stesso tempo lo farà diventare una vera e propria star. Travolto da un successo inaspettato, il cantautore rifiuterà ogni etichetta che gli viene affibbiata, cercando continuamente la sua voce. Una ricerca che lo porterà alla cosiddetta svolta elettrica, che lo porterà ad abbondare il folk tradizionale per la musica rock.

Proprio dell’inizio della carriera di quello che è considerato il più grande cantautore di sempre parla A Complete Unknown, film scritto, diretto e prodotto da James Mangold (Walk the line, Logan). Protagonisti del film Timothée Chalamet (Bob Dylan), Monica Barbaro (Joan Baez), Edward Norton (Pete Seeger), Elle Fanning (Sylvie Russo), Scoot McNairy (Woody Guthrie), Dan Fogler (Albert Grossman) e Boyd Holbrook (Johnny Cash).

Dall’anonimato al successo

Una scena di A Complete Unknown

Quella di Bob Dylan è la più classica storia del sogno americano. Ragazzo nato e cresciuto in provincia che arriva nella grande città per seguire il suo sogno. Un sogno che nel caso del cantautore non solo realizzerà, ma lo travolgerà. Dylan infatti diventerà in poco tempo una vera e propria superstar della musica (folk) americana. Un film quello scritto e diretto da James Mangold che quindi parla di sogno, fama travolgente, rivoluzione e ribellione.

Proprio su queste ultime due si basa il film. Dylan infatti è sempre stato un artista che ha sempre rifiutato le etichette. Un cantautore che si è sempre sentito diverso, sempre in movimento e sempre fedele a sé stesso. Un rivoluzionario che non ha mai voluto essere un leader ma solo cantare le sue canzoni. Quella raccontata non è solo la rivoluzione politica di quegli anni – in cui le canzoni erano il principale mezzo per combattere i poteri forti – e non solo la rivoluzione artistica di Bob Dylan ma soprattutto la rivoluzione di Bob Dylan in quanto persona. Da ragazzo spaesato che arriva nel Greenwich Village nel 1961, a uomo che sa cosa (non) vuole essere. Un uomo che piano piano (ri)costruisce sé stesso, diventando “qualunque cosa che gli non vogliano io sia”. Una frase che racchiude il suo odio verso l’omologazione.

Un biopic che ha il compito non facile di portare sul grande schermo non solo colui che incarna la figura del cantautore moderno, ma un vero e proprio mistero. Bob Dylan è la personificazione vivente del pirandelliano Uno, nessuno e centomila. Impossibile conoscere tutta la verità ed per questo che più che all’accuratezza storica, James Mangold ha deciso di focalizzarsi sul riuscire a cogliere e raccontare l’animo di Bob Dylan.

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A Complete Unknown, un biopic classico

Recensione di A Complete Unknown, biopic che racconta l'ascesa di Bob Dylan, dal suo arrivo a New York alla svolta elettrica del 1965.

Ciò che maggiormente colpisce vedendo A Complete Unkown è come sia il più classico dei biopic. Il film segue in maniera lineare i primi anni di carriera di Dylan. Una narrazione che segue per filo e per segno i momenti più rilevanti dell’ascesa del cantautore, mettendo in evidenza sia la sua timidezza che il suo rigetto per tutto ciò che è diventato. Una costante il suo sentirsi sempre fuori posto ed inadeguato, mostrandoci quindi una persona alla continua ricerca di sé. Una storia quindi che segue i canoni classici della narrazione per raccontare un artista che convenzionale non è mai stato.

Un film il cui titolo ha una doppia chiave di lettura. A Complete Unkown si riferisce sia al fatto che Bob Dylan è un mistero vivente impossibile da decifrare. Tutti cercano di capirlo ma nessuno ci è mai riuscito riuscito veramente. Sia al fatto che il cantante stesso vorrebbe essere un perfetto sconosciuto. Travolto da un successo inaspettato e senza precedenti, vuole solo un po’ di pace e nessuna etichetta. Non a caso nel 1965 distruggerà il suo stesso mito – o meglio un mito creato da altri – in un concerto che è passato alla storia come un fallimento ma che per Dylan è stato un successo, avendo ottenuto ciò che voleva.

Un biopic dove ovviamente non manca la musica, anzi. Molte sono infatti le scene in cui gli attori interpretano le canzoni dei loro personaggi. Ecco quindi che Timothée Chalamet, Monica Barbaro ed Edward Norton diventano ancora di più Bob Dylan, Joan Baez e Pete Seeger. E proprio il cast è uno dei punti di forza di A Complete Unknown. Una performance di tutto rispetto in cui gli attori riescono a portare sullo schermo tutte le sfaccettature dei loro personaggi. Riuscendo a non cadere mai nello scimmiottamento ma riuscendo ad interpretare. In particolare Chalamet si trasforma in Bob Dylan, portando sullo schermo tutta la “figaggine”, la non curanza e la ribellione intrinseca dell’artista. Interessante.

A Complete Unknown dal 23 gennaio al cinema con Searchlight Pictures.

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Emanuele Bianchi

Appassionato di cinema, fotografia, teatro e musica sin da piccolo decide di farne il suo lavoro. Miyazakiano convinto, tanto da incentrare la sua tesi sul suo cinema, e divoratore di anime tanto da volere Eikichi Onizuka come professore al liceo, è uno Jedi come suo padre prima di lui e “nato pronto” e sì, anche un inguaribile nerd (pollice verso per coloro che non colgono le citazioni). Laureato in cinema presso il DAMS di Roma 3 e diplomato in fotografia presso il CST, negli anni ho collaborato con varie testate web di cinema. Giornalista pubblicista iscritto all'albo. Sempre in movimento, perennemente in ritardo. Co-Fondatore di PopCorn Society.

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