Conan il ragazzo del futuro: piccolo grande (super)eroe

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Conan e suo nonno vivono vivono pacificamente su L’Isola Perduta, un’isola deserta dove la natura sta tornando rigogliosa come un tempo. I due credono di essere gli unici sopravvissuti alla guerra che vent’anni prima ha quasi cancellato la vita sul pianeta. Ben presto però i due scopriranno che ci sono molti altri sopravvissuti. La loro vita verrà sconvolta dall’arrivo di Lana, che naufraga sull’isola. La ragazza è la nipote del dottor Briac Rao, l’ultimo scienziato a conoscere i segreti dell’energia solare, tecnologia che la città-stato di Indastria brama. L’arrivo sia di Lana che dei soldati che la stanno inseguendo sconvolgeranno la pacifica vita di Conan, che lascerà L’Isola Perduta e intraprenderà un viaggio che decreterà il destino del mondo.

Questa la trama di Conan il ragazzo del futuro, anime televisivo del 1978 ideato, sceneggiato e diretto da Hayao Miyazaki, che ha curato anche il character design, i layout e gli storyboard. Una serie nata su commissione ma che, come ogni lavoro del regista, risulta essere molto personale e che contiene temi che poi diventeranno cardine della sua poetica.

Nascita di un cult

una scena di Conan il ragazzo del futuro

Come spesso accade per serie anime e manga, anche la creazione di Conan il ragazzo del futuro ha avuto una gestazione piuttosto lunga. La serie nasce per volontà della NHK, televisione di stato giapponese, per festeggiare i venticinque anni di trasmissioni. Per celebrare tale evento la rete decide di produrre una serie animata dedicata ai ragazzi di 11-12 anni. La realizzazione viene commissionata alla Nippon Animation, la quale propone l’adattamento di una serie di romanzi occidentali per l’infanzia. La scelta ricade su un titolo minore: The Incredible Tide dell’americano Alexander Key.

La prima sceneggiatura riprende fedelmente la trama del romanzo, fortemente influenzata dal clima della Guerra Fredda, una storia ambientata in un mondo post-apocalittico dove i continenti sono sommersi dalle acque a seguito di un cataclisma causato dall’uso di terribili armi magnetiche. Protagonisti cinque sopravvissuti che giungono su un’isola governata da un tiranno. Un’avventura che li porterà a combatterlo e alla fine a fondare una nuova società.

Partendo da questa prima sceneggiatura ne viene scritta un’altra, ambientata vent’anni dopo il conflitto, ma la trama che tutti conosciamo è opera di Miyazaki, che decise di riscrivere completamente la sceneggiatura. Del romanzo originale vengono mantenuti l’ambientazione post-apocalittica e il profilo generico dei personaggi. Il regista mantiene inoltre l’ambientazione temporale della seconda sceneggiatura, ambientando quindi la vicenda vent’anni dopo la catastrofe che ha sconvolto il mondo, riassumendola nel prologo di ogni episodio.

«Nel mese di luglio dell’anno 2008, la razza umana sfiorò la completa estinzione. In pochi istanti, le armi elettromagnetiche cancellarono più di metà degli esseri viventi dalla faccia del pianeta. Il cataclisma causò uno spostamento traumatico dell’asse terrestre, e i continenti finirono quasi interamente sommersi dalle acque.»

Successo tardivo

Lana, Conan e Jimsey

La serie di Conan il ragazzo del futuro è composta da 26 episodi e venne trasmessa dal 4 aprile al 31 ottobre del 1978, ma inizialmente risultò essere un clamoroso flop. Stando a quanto scritto su Magazine n. 34 (rivista della Granata Press), i motivi dell’insuccesso iniziale furono principalmente tre: in quegli anni la NHK non era nota per la trasmissione di anime e Conan venne trasmesso in concomitanza con i programmi di punta delle emittenti concorrenti. In secondo luogo il romanzo originale non era molto famoso e infine la programmazione iniziò mentre la serie era ancora in fase di realizzazione, cosa che spesso causò il rinvio della messa in onda degli episodi.

Fu solo in seguito alla seconda messa in onda che Conan, il ragazzo del futuro ottenne grande successo. Oltre a essere ritrasmessa su NHK, venne riproposta su emittenti private. Proprio per festeggiare il grande successo, l’11 marzo 1984 nei cinema giapponesi arrivò il film Conan il ragazzo del futuro versione speciale: La resurrezione dell’enorme macchina Giganto (未来少年コナン 特別編 巨大機ギガントの復活, Mirai shōnen Conan tokubetsu-hen – Kyodai-ki giganto no fukkatsu), che altri non è che il montaggio degli ultimi tre episodi.

Passato e futuro, natura e tecnologia

l'aereo gigante di Indastria

Il motivo del successo di Conan il ragazzo del futuro lo si deve in primis alla sceneggiatura di Hayao Miyazaki. Nonostante la trama sia semplice e lineare e presenti i tratti tipici del romanzo d’avventura – come il continuo perdersi e ritrovarsi dei protagonisti – la storia risulta essere coinvolgente, intrigante e anche divertente, infatti non mancano momenti comici con elementi tipici della comicità slapstick. Una storia quella raccontata nell’anime realistica, per quanto ambientata in un futuro distopico. Una vicenda dove l’avventura la fa da padrone e in cui non mancano azione e combattimenti.

Una vicenda dal sapore malinconico e dove abbondano i rimpianti. Sentimenti entrambi rivolti a un passato florido e ricordato con nostalgia. Nel corso dei 26 episodi infatti molti sono i richiami al mondo pre catastrofe, un mondo dove l’uomo aveva raggiunto il massimo dal punto di vista tecnologico ma proprio per questo aveva perso di vista le cose importanti. Un passato ormai perduto e che non tornerà e che non è detto sia migliore del presente, dove l’uomo è tornato a vivere a contatto con la natura.

Se il passato è ricordato con malinconia, rimpianto e anche paura, al contrario il futuro che attende l’uomo per quanto incerto e spaventoso – in particolare perché c’è chi vuole ristorare la tecnologia che ha portato alla catastrofe – è senza dubbio radioso. Un futuro che ha nella nuova generazione la sua più grande forza. Se il primo è rappresentato dai nonni dei protagonisti, che si sentono responsabili per la catastrofe e che quindi pagheranno per i loro peccati, il secondo ha nel trio formato da Conan, Lana e Jimsey i suoi paladini. Ragazzi che non si danno mai per vinti, vera e propria incarnazione della speranza.

Al confronto tra passato e futuro fa da contraltare quello tra natura e tecnologia. Un confronto in cui Hayao Miyazaki non esalta la prima e non demonizza la seconda, ma ne mette in evidenza pregi e difetti. Se la tecnologia ha il pregio di facilitare la vita dell’uomo, ha senza dubbio il difetto di fargli credere di essere in grado di fare tutto. La tecnologia rende l’uomo arrogante e miope, facendogli credere che quella che è solo apparenza sia la realtà. Allo stesso modo la natura conferisce all’uomo nutrimento e forza – non a caso Conan e Jimsey hanno una forza sovrumana – e rende gli uomini tutti uguali e dove la cooperazione è essenziale, ma l’essere isolati dal mondo fa sì che l’uomo non riesca a vedere e capire cosa accade intorno. L’uso errato di entrambe causa miopia che non giova all’umanità. La cosa migliore è riuscire a trovare l’equilibrio tra le due e prendere il meglio da entrambe.

Una divisione tra le due che però risulta essere molto netta, soprattutto a livello grafico. Se la tecnologia è caratterizzata dal colore grigio e da disegni essenziali, la natura ha colori vividi e un tratto curato. Simboli rispettivamente del male e del bene, la divisione tra le due è netta ma il riscatto è possibile e auspicabile, infatti molti saranno i cittadini della tecnologica Indastria che decideranno di abbandonare la città per vivere nella natura.

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Nemici e falsi avversari

i protagonisti di Conan il ragazzo del futuro

Altro motivo del successo della serie, per quanto tardivo, è la caratterizzazione dei personaggi. Tutti i personaggi presenti in Conan, il ragazzo del futuro sono persone reali, in cui è facile riconoscersi. Personaggi che non sono canonicamente divisi in buoni e cattivi, ma sono esseri umani con pregi e difetti, forze e debolezze. Per quanto malvagi, i personaggi della serie hanno possibilità di riscatto. Persone dal carattere complesso e sfaccettato. Emblematici sono i personaggi di Miss Monsley, prototipo delle donne burbere e battagliere, e il capitano Deiss, il classico mascalzone con una coscienza. Più che antagonisti, sono il prototipo di quelli che verranno definiti falsi avversari.

L’unico vero villain della serie è il perfido Lepka. Malvagio tutto d’un pezzo, cinico, arrogante, egoista e guidato da un cieca brama di potere. Pronto a tutto pur di raggiungere i suoi scopi, vede negli altri dei meri strumenti da usare per raggiungere il suo obiettivo. Una malvagità quella di Lepka resa anche graficamente, il personaggio infatti ha un aspetto massiccio e compatto, un vero e proprio blocco e la cui fisicità rispecchia la sua malvagità. Uomo privo di dubbi, pagherà non tanto per aver ostacolato il protagonista ma per la sua ottusità.

Cecità che caratterizza anche gli abitanti di Indastria e i suoi scienziati. Ma se i primi hanno una possibilità di riscatto perché costretti dalla necessita a obbedire agli ordini di Lepka, i secondi pagheranno il loro essere così affascinati dalla tecnologia, alienati da tutto ciò che li circonda tanto da non accorgersi dei veri scopi di Lepka.

Conan, piccolo grande (super)eroe

una scena di Conan il ragazzo del futuro

Discorso ovviamente diverso per il protagonisti. Conan è un personaggio dal cuore puro, dalla moralità granitica, per quanto pieno di dubbi. Dotato di una forza fuori dal comune, capace di stare sott’acqua a lungo, con i piedi prensili, veloce e incredibilmente agile è un vero e proprio supereroe. Come ogni giovane che si rispetti è incapace di stare fermo, e avendo costante bisogno di energie ha un grande appetito e quindi un enorme stomaco. Tutte doti donategli dall’aver sempre vissuto in armonia con la natura, di cui è non solo uno dei suoi rappresentanti, ma anche il suo principale campione. Una connessione rappresentata anche attraverso i colori dei suoi vestiti, che ricordano quello di un campo di grano.

Discorso simile per i suoi compagni di viaggio. Lana è il simbolo della sensibilità e della dolcezza – tanto che è in grado di comunicare con gli animali – ma è anche risoluta e coraggiosa. Per quanto motore dell’azione, presto non sarà solo la tipica fanciulla in pericolo da salvare. Prototipo dell’eroina miyazakiana, non subisce il suo destino ma lo plasma divenendo a tutti gli effetti protagonista della vicenda. Jimsey è molto simile a Conan. Come l’amico ha una forza sovrumana, un grande stomaco e inesauribile coraggio. Più selvaggio rispetto al protagonista, rappresenta la furia inarrestabile della natura.

I tre piccoli protagonisti sono sia la speranza per il futuro dell’umanità che i simboli della forza morale e fisica e del coraggio. Caratteristiche prive alla vecchia generazione e su cui si dovrà basare la nuova società. Tre piccoli adulti che si caricano sulle spalle il destino del mondo. Come tutti i bambini protagonisti degli anime sono orfani, condizione che gli permette di girare il mondo e quindi di crescere e simbolo di quella generazione di giapponesi sopravvissuti alle bombe atomiche della Seconda guerra mondiale. Una status quelli di piccoli adulti evidenziato sia graficamente che a livello registico. Nel primo caso Conan e Jimsey hanno vestiti vecchi e logori che ne sottolineano la vivacità o indossano abiti troppi grandi, proprio a sottolineare il loro essere bambini molto maturi per la loro età. Lana invece indossa abiti della giusta misura, che ne evidenziano la sua sobrietà. A livello registico invece possiamo notare come quando sono in scena Conan e Jimsey la macchina si muove in maniera veloce, mentre quando è in scena Lana prevalgono tranquille panoramiche. Movimenti di macchina che ne sottolineano ancora di più i loro caratteri. Irrequieti ed esuberanti i primi, pacata la seconda. Ma tutti e tre coraggiosi e pieni di speranza.

Viaggio dell’eroe

Lana, protagonista femminile di Conan il ragazzo del futuro

Quello raccontato in Conan il ragazzo del futuro a prima vista può sembrare il classico viaggio dell’eroe, da cui però si discosta per alcuni evidenti caratteristiche. Se la storia è circolare – infatti inizia e finisce su L’Isola Perduta – questa è completamente diversa da come era quando Conan l’ha lasciata. Inoltre il protagonista non ha il minimo dubbio e si butta all’avventura senza esitazione. Senza contare che il vero mentore di Conan è suo nonno, che perde troppo presto.

Inoltre Conan è un eroe diverso dai canoni classici, perché non acquisisce forza durante il viaggio ma ne è già provvisto. Proprio il suo essere già dotato di quelle caratteristiche che generalmente l’eroe fa proprie durante il viaggio, fanno del protagonista un personaggio diverso dal solito. È un vero e proprio supereroe, capace di imprese incredibili.

Una serie quella di Conan il ragazzo del futuro il cui titolo ha una doppia chiave di lettura. Il giovane protagonista è il ragazzo del futuro sia perché l’ambientazione è in un futuro che potrebbe non essere poi così lontano, anzi sembra sempre più attuale, sia perché rappresenta il futuro del pianeta, in cui predomineranno pace, armonia e felicità. Un prodotto in cui è evidente il concetto di “futuro usato” introdotto da Star Wars, un mondo dove l’avanzata tecnologia è qualcosa non solo a cui l’uomo è stato abituato da tempo, ma che appartiene ormai al mito.

Un anime quello di Conan il ragazzo del futuro che, nonostante l’insuccesso iniziale dovuto a una programmazione tutt’altro che lungimirante, è riuscito a divenire un cult grazie a una storia interessante, piena di azione e divertimento. Una serie dove non manca una tematica che diverrà imprescindibile nei film del regista: il volo. Molte sono infatti le scene a bordo di aerei o macchine volanti. Un modo che permette all’uomo di ammirare la Terra da un punto di vista diverso e anche permettergli di raggiungere luoghi altrimenti irraggiungibili. Macchine volanti che qui sono anche simbolo della potenza distruttiva di cui è capace l’uomo. Sicuramente un prodotto acerbo (nel 1978 Miyazaki aveva 37 anni) ma che contiene tutti gli elementi tipici del cinema di Hayao Miyazaki e che il regista svilupperà nel corso della sua carriera. Imperdibile.

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Emanuele Bianchi

Appassionato di cinema, fotografia, teatro e musica sin da piccolo decide di farne il suo lavoro. Miyazakiano convinto, tanto da incentrare la sua tesi sul suo cinema, e divoratore di anime tanto da volere Eikichi Onizuka come professore al liceo, è uno Jedi come suo padre prima di lui e “nato pronto” e sì, anche un inguaribile nerd (pollice verso per coloro che non colgono le citazioni). Laureato in cinema presso il DAMS di Roma 3 e diplomato in fotografia presso il CST, negli anni ho collaborato con varie testate web di cinema. Giornalista pubblicista iscritto all'albo. Sempre in movimento, perennemente in ritardo. Co-Fondatore di PopCorn Society.

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