28 anni dopo: famiglia, evoluzione e zombie
Era il 2002 quando nei cinema arrivava l’horror 28 giorni dopo. Sceneggiato da Alex Garland e diretto da Danny Boyle, il film divenne uno dei più amati del genere zombie e ad oggi è un vero e proprio cult, anche grazie alle interpretazioni di Cillian Murphy, Naomi Harris e Brendan Gleeson. Dopo il seguito 28 settimane dopo con protagonisti Robert Carlyle ed Imogen Poots, a distanza di ben 23 anni i due tornano a collaborare per il terzo capitolo della saga e primo capitolo di una nuova trilogia, il riuscitissimo 28 anni dopo.
La storia è ambientata tre decenni dopo la fuoriuscita del virus della rabbia da un laboratorio e la sua diffusone in tutta l’Inghilterra. La Nazione è ancora in quarantena e in questa situazione un gruppo di sopravvissuti vive su una piccola isola collegata alla terraferma da una strada rialzata. Quando il giovane Spike lascia finalmente l’isola per la sua prima missione sulla terraferma, scoprirà finalmente il mondo e i suoi segreti.
28 anni dopo, molto più di un film di zombie

28 anni dopo è molto più di un semplice film sugli zombie e sulla lotta tra i sopravvissuti e gli infetti. È un film che parla di comunità, di organizzazione, di famiglia, di desideri, di debolezze, di speranze. È un road movie di formazione ambientato in un mondo diviso a metà, un mondo tutto da scoprire e dove nulla è quello che sembra.
Dopo un breve incipit che riporta al 2002 e quindi a dove tutto era iniziato e ci mostra come tutto è iniziato – con una scena che unisce sangue e Teletubbies -, ci ritroviamo presto nel pieno della storia. Danny Boyle ed Alex Garland si prendono tutto il tempo per presentarci la comunità di sopravvissuti, una piccola oasi paradisiaca (o quasi) in una Nazione al collasso, dove ognuno ha il suo ruolo e dove le regole sono inflessibili. Un vero e proprio ritorno all’Inghilterra anni ’50.
Tra loro c’è Spike, dodicenne che si trova in un momento cruciale della sua vita, infatti dovrà affrontare la sua prima missione sulla terraferma. Un rito di iniziazione all’età adulta, che lo porterà così ad affrontare per la prima volta la vita, quella vera. Fatta di pericoli spesso invisibili e mortali. Una missione che sarà piena di azione, suspense ed adrenalina. Capace di tenere con il fiato sospeso.
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L’importanza dei ricordi

Se 28 anni dopo funziona alla grande è soprattutto grazie all’ottima sceneggiatura di Alex Garland, capace di dare vita ad una vicenda stratifica e tutt’altro che banale. 28 anni dopo è un film capace di parlare di attualità – lo sceneggiatore ha preso ispirazione sia dalla Brexit che dal Covid – e di temi importanti come la morte e la rilevanza dei ricordi. Bellissimo tutto il discorso riguardante il Memento Mori, una lezione sulla caducità della vita ma anche sull’importanza di essa e dei legami che vengono stretti durante.
A coronare il tutto immagini a dir poco potenti, che se da una parte respingono completamente per la loro crudezza e violenza, dall’altra sono capace di emozionare (quasi) fino alle lacrime. Merito anche della regia di un Danny Boyle più che ispirato, che riesce a portare lo spettatore nel pieno di una storia capace di catturare lo spettatore sin da subito.
28 anni dopo è un horror movie che non si adagia sugli allori del successo dei suoi predecessori ma ci mostra un mondo selvaggio dove anche il virus e gli infetti si sono evoluti. Gli infetti presenti sono molto diversi da quelli di 28 giorni dopo e 28 settimane dopo. Sono più di semplici zombie in cerca di cibo. Un mondo sempre più pericoloso e violento dove però trova spazio anche l’ironia. Non mancano infatti un paio di momenti dove questa abbonda e allenta, almeno per un attimo, la tensione. Così come non mancano citazioni a cult della settima arte, su tutti Apocalypse Now e la saga de Il pianeta delle scimmie.
28 anni dopo è un film spiazzante, perché se è vero che da una parte non mancano gli stereotipi del genere, dall’altra li prende e li ribalta, dando vita ad una storia dove il pericolo è dietro l’angolo e la tensione è più che tangibile, anche grazie ad un finale sorprendente, semplicemente folle e a dir poco colorato, che ci prepara alla seconda parte che dovrebbe arrivare ad gennaio 2026. Da vedere.
28 anni dopo al cinema dal 18 giugno 2025 con Eagle Pictures.
